Dopo la presentazione tenuta il 4 maggio nell’Auditorium “Lucio Parenzan” dell’Asst Papa Giovanni di Bergamo, il Libro della Memoria “Covid-19, cosa abbiamo imparato. L’esperienza nel territorio bergamasco” verrà presentato in due incontri pubblici che si svolgeranno in Valle Seriana.
La scelta di Nembro e Alzano non è casuale: si tratta dei comuni che hanno vissuto l’impatto più profondo della prima ondata nella primavera del 2020. Portare il volume in queste comunità significa ripercorrere i fatti attraverso le voci di chi ha gestito l’emergenza sul campo.
Come nella presentazione di Bergamo, interverranno diverse delle persone che, nei differenti ruoli, hanno partecipato con la testimonianza della loro esperienza alla creazione di questo libro. Queste le date.
Lunedì 18 maggio alle ore 20,30 nell’Auditorium Modernissimo di piazza Libertà a Nembro.
Venerdì 5 giugno alle ore 20,30 presso la Sala Consiliare di via Mazzini 69 ad Alzano Lombardo.
Come ha detto Giacomo Pessina, segretario generale dello Spi Cgil Bergamo: “Il libro, dedicato a Gianni Peracchi, recentemente scomparso, racconta la resistenza di un territorio e l’orgoglio del sindacato. Raccoglie le testimonianze di malati, medici, infermieri, sindaci, ricercatori, dirigenti di Rsa e istituzioni sanitarie, in una provincia che, nel marzo 2020, ha visto la mortalità salire del 600%. Tra le vittime si contano 990 iscritti allo Spi Cgil di Bergamo. E mentre torniamo tutti con la memoria ai camion militari che nella notte portano fuori città i feretri delle vittime, condividiamo le parole di Marco Toscano, segretario della Cgil di Bergamo: ‘Il Covid a Bergamo è stato soprattutto una profonda frattura nelle biografie di tutti: credo che qui tutti, nella loro vita privata, abbiano un prima e un dopo il Covid'”.
“Presentare questo lavoro in Val Seriana è un impegno necessario”, spiega ancora Giacomo Pessina. “In questi comuni la Camera del Lavoro è rimasta un presidio operativo per i cittadini anche nelle settimane più complicate, quando i pensionati volontari hanno deviato le chiamate rivolte ai nostri uffici sui propri telefoni personali per rispondere ai cittadini che avevano bisogno di informazioni, aiuto o anche solo di una chiacchierata in un momento disperato. Torniamo in questi luoghi per condividere le testimonianze raccolte e anche per ricordare il ruolo di tutela che il sindacato ha garantito durante tutta la fase critica”.
Bergamo, maggio 2026
Nell’immagine, un momento della presentazione del 4 maggio a Bergamo